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Google, ecco i nuovi smartwatch

Google entra nel mondo degli smartwatch

Google si affaccia nel mondo degli smartwatch, questa pare sia l’ultima novità. Ma come è riuscita a fare una cosa del genere?. Vediamo insieme di cosa si tratta. Google inizia la propria cavalcata per gli smartwatch, coinvolgendo la casa di orologi della Fossil. Il gruppo americano dell’orologeria ha annunciato un piano interessante, volto alla vendita al colosso di Mountain View, della sua proprietà legata alla tecnologia per smartwatch.

Le cifre della vendita

La questione pare che sia ancora in fase di sviluppo, e al momento pare non ci siano altri dettagli disponibili per i media. La vendita dovrebbe avere un costo che sfiora la grande somma di 40 milioni di dollari. L’affare dovrebbe chiudersi entro la fine di gennaio. Nel contratto è previsto che una parte del team di ricerca e sviluppo di Fossil, diventi parte integrante del gigante tecnologico californiano. L’affare pare che veda Google pronto a fare il proprio debutto nel settore degli smartwatch. In questo modo diverrebbe un vero e proprio rivale dell’Apple Watch e non solo.

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Fossil sale in borsa, mentre Google prova a sfondare nel nuovo mercato

La notizia della vendita a Google ha messo le ali al titolo di Fossil, che è schizzato nella sua quotazione. E’ infatti arrivato a guadagnare l’8% al Nasdaq; insomma numeri davvero molto importanti. In una nota, Fossil ha sostenuto come il mercato degli smartwatch, sia diventato per il gruppo, il settore, o meglio il dispositivo con una crescita più ampia e veloce. La società, al momento,ne ha lanciati quattordici con il proprio marchio. Per Google, come spiegato dal vice president product management dell’azienda, Stacey Burr, la vendita mette in evidenza come sia importante l’impegno nel settore degli smartwatch. Google conta di entrare nel mercato con forza, cercando di mettere in difficoltà le case che già producono questi dispositivi. La casa californiana dovrà cercare di immettere nel mercato, un prodotto competitivo, leggermente differente, e con costi non molto elevati. Queste caratteristiche potrebbero aprire una platea potenziale, davvero molto vasta.

Autore dell'articolo: Marco Tavolacci

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