Google acquisisce Redux e punta al futuro

Come emerso un po’ in sordina, Google ha acquisito nelle settimane passate Redux, una startup che lavora ad un progetto molto interessante nel mondo dell’audio. Questa compagnia, nata nel Regno Unito, si occupa di sviluppare e amplificare il suono tramite superfici. É interessante notare che le superifici indicate e su cui lavora l’azienda sono display di smartphone e tablet e persino monitor di pc.

Scopriamola meglio considerando i possibili utilizzi futuri.

Google acquista Redux

Come detto poco sopra, Google ha comprato senza troppo clamore Redux, una startup del mondo audio con sede nel Regno Unito. Non è emerso, almeno fino ad ora, quanto è stato l’esborso da parte di Big G che, da sempre, si dimostra attenta alle nuove realtà. A precisa domanda da parte di un intervistatore, un portavoce della società ha rifiutato di definirne i dettagli.

Al momento, vista la scarsa conoscenza della startup, non si sa molto su come funzioni effettivamente la tecnologia. Attraverso un rapporto pubblicato dal Cambridge Design Partnership (con il quale Redux ha collaborato al progetto) è stato rivelato che il sistema utilizza una tecnologia a onda in grado di fornire audio di alta qualità e persino feedback aptico direttamente dalla superficie.

A dimostrare ciò, Redux ha illustrato la tecnologia tramite un monitor per PC personalizzato.

“These bending waves are microscopic waveforms that travel in the surface of most materials, including glass, metal and plastic,”

Utilizzi futuri

La tecnologia al momento è ancora in fase embrionale ma non stupirebbe che possa essere utilizzata nelle future generazioni di speaker intelligenti (Google Home Mini, ad esempio) dotati però di display.

Oltre ai dispositivi prettamente legati all’audio, grazie a questa tecnologia sarebbe possibile evitare l’utilizzo dei classici speaker anche negli  smartphone consentendo così agli ingegneri una maggiore libertà nello sviluppo di device borderless.

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