Le aziende italiane e il gap digitale

Le aziende italiane e il gap digitale

È ormai risaputo a livello di mercato che la digitalizzazione delle imprese garantisce una maggiore produttività, le aziende italiane devono colmare il gap digitale rispetto ai loro competitor europei. 

Non si tratta solo di mantenere alta la competitività sul piano internazionale ma di modernizzare i sistemi generali dei processi di lavoro grazie all’introduzione di innovazioni tecnologiche. Si pensi solo alla velocizzazione delle comunicazioni commerciali, all’efficienza della logistica tramite servizi come la geo-localizzazione, al monitoraggio di produzione tramite dashboard o all’eliminazione di trasferte tramite video conferenze e lavoro da remoto. 

La digitalizzazione delle aziende offre realmente una rivoluzione economica ma le PMI soffrono di un gap digitale rispetto ai competitor stranieri

Essa permette d’implementare sistemi che generino un risparmio economico, un aumento della produttività e un incremento della sicurezza e del controllo.

Purtroppo l’Italia risulta ancora arretrata rispetto all’innovazione tecnologica. Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, infatti, gli investimenti del governo italiano dal 1995 al 2018 si arrestano ad un -3,5% del Pil contro il -1,5% dell’Unione Europea. Dato peggiore per quanto riguarda il bel Paese è quello riguardante l’ultimo report DESI (Digital Economy and Society Index), ovvero il report relativo all’indice di digitalizzazione dell’economia e della società effettuato dalla Commissione Europea. L’Italia si posiziona al 25° posto sui 28 paesi dell’Unione Europea, per quanto riguarda l’adozione delle tecnologie digitali, dato che valuta un insieme di fattori quali la connettività, il capitale umano, i servizi pubblici digitali e l’utilizzo della tecnologia in ambito di imprese. 

Un piccolo miglioramento comunque c’è: le imprese che investono nel digitale sono passate dal 12,9% al 16,9%  negli ultimi anni, grazie all’implementazione di programmi di formazione destinati ai propri dipendenti.

A rimanere più indietro sembrano purtroppo risultare le piccole e medie imprese italiane che non riescono ancora ad investire sufficientemente nello sviluppo di nuove competenze e nella promozione di figure manageriali che possano garantire una visione più aperta e innovativa, con particolare riferimento al settore dell’IT, tradizionalmente più esposto alle logiche della trasformazione digitale. 

Verso la digitalizzazione: i provvedimenti governativi

Con il ‘piano Nazionale Impresa 4.0’ si apre anche in Italia uno spiraglio di cambiamento sul fronte della digitalizzazione delle imprese, con particolare riguardo per le PMI. Il piano fa leva principalmente sulla digitalizzazione delle PA, incentivando piattaforme e infrastrutture di servizio più semplici ed efficaci. Da non sottovalutare inoltre gli incentivi rivolti soprattutto alle piccole e medie imprese italiane, che si trovano più in difficoltà per quanto riguarda i processi di digitalizzazione. I fondi destinati alle imprese sono rivolti principalmente all’acquisto di macchinari, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali.  Inoltre sono previste ulteriori misure di sostegno e incentivi per le Startup e le PMI innovative riguardanti primariamente il supporto al trasferimento tecnologico e l’ammortamento delle spese di gestione. 

Un altro passo è già stato fatto anche sul piano delle detrazioni dell’IVA sull’acquisto del carburante, grazie al decreto partito in vigore dal 2019 che prevede che l’acquisto del carburante ora avvenga solamente tramite pagamenti tracciabili con congiunta emissione di fattura elettronica. Questa scelta governativa indica non solo una mossa di controllo contro l’evasione fiscale ma soprattutto un grande passo verso la digitalizzazione di tutti i processi riguardanti la detrazione dell’IVA per le imprese e i liberi professionisti. Anche per il carburante è quindi in atto una rivoluzione: viene eliminata la vecchia scheda carburante cartacea per dare l’avvio a processi digitali di pagamenti e detraibilità. Grazie alla svolta fiscale relativa al carburante, ora l’invio di alcune informazioni riguardanti la deducibilità dell’IVA e la raccolta delle spese di mobilità per lavoro avviene tutta sul piano digitale. Per semplificare i processi e aiutare le imprese che si trovano ad affrontare questo radicale cambiamento, sono nate diverse soluzioni, come la vasta gamma di scelta offerta delle carte carburante che permettono di velocizzare e automatizzare il processo di rendicontazione e di pagamento.

Autore dell'articolo: Cesare Di Simone

Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. La maggior parte delle conoscenze che ho in ambito tecnologico le ho apprese da autodidatta, riparo Pc e nel tempo libero mi dedico a scrivere articoli su Technoblitz.it di cui sono co-fondatore oltre a scrivere anche su Blastingnews.