Inaugurazione del Sottosistema LST a La Palma
(Adnkronos) – Presso l’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma, nelle isole Canarie, la comunità scientifica internazionale ha celebrato l’inaugurazione del sottosistema dei quattro telescopi LST (Large-Sized Telescope) del sito settentrionale del Cherenkov Telescope Array Observatory. Ciascun telescopio dispone di uno specchio primario di 23 metri di diametro e di telecamere ultraveloci progettate per rilevare i deboli lampi di luce Cherenkov generati dall’interazione dei raggi gamma ad altissima energia con l’atmosfera terrestre, coprendo un intervallo compreso tra circa 20 gigaelettronvolt e diversi teraelettronvolt.
Operatività Simultanea dei Telescopi
L’operatività simultanea dei quattro strumenti, che affiancano il prototipo LST-1 operativo dal 2020, garantisce una risoluzione angolare superiore e una precisione elevata nello studio dei fenomeni transienti e delle sorgenti cosmiche remote, consentendo di esplorare l’Universo fino a circa dodici miliardi di anni fa. Alla realizzazione dell’infrastruttura hanno offerto un contributo determinante l’Istituto Nazionale di Astrofisica e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, impegnati nello sviluppo delle strutture in fibra di carbonio e delle camere di rivelazione per il sito nord, così come nella progettazione delle componenti destinate al futuro sito australe in Cile.
Commenti dei Rappresentanti Scientifici
Il portavoce del Consorzio CTAO, Masahiro Teshima, ha dichiarato: “Il completamento del sottosistema LST è il culmine di oltre quindici anni di collaborazione internazionale e innovazione tecnologica. Questi telescopi ci permetteranno di esplorare alcuni degli ambienti più estremi dell’Universo, tra cui buchi neri supermassicci e stelle di neutroni, di indagare le possibili origini dei raggi cosmici e di contribuire alle ricerche sulla natura della materia oscura.”
Sulla stessa linea si è espresso il dirigente di ricerca dell’INAF, Lucio Angelo Antonelli: “Oggi si celebra un passo avanti importantissimo verso la realizzazione del CTAO, a cui l’Italia contribuisce con un patrimonio di capacità scientifiche, progettuali e industriali”.
Intervento dell’INFN
Il responsabile del gruppo INFN in CTAO, Mosè Mariotti, ha spiegato: “L’INFN partecipa allo sviluppo di questi nuovi telescopi fin dalle prime fasi di progettazione”, sottolineando che grazie ai fondi del PNRR l’ente sta contribuendo alle camere del sito sud. “Nei prossimi due anni, quando i nuovi telescopi entreranno pienamente in funzione, la sensibilità aumenterà notevolmente, fino a un ordine di grandezza rispetto agli strumenti attuali: questo significa che potremo ottenere gli stessi risultati scientifici in un centesimo del tempo, aprendo nuove straordinarie possibilità di scoperta.”
Prospettive Future
Nei prossimi anni, l’intera rete di telescopi sarà sottoposta a collaudo per integrarsi definitivamente nelle attività operative dell’Osservatorio, il cui accesso scientifico sarà aperto alla comunità internazionale in conformità ai principi della scienza aperta.
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