Francia, cyberattacchi ai frigoriferi ancora in corso? L’allarme delle autorità e i rischi per le case connesse

Cyberattacchi ai frigoriferi in Francia: l’allerta continua

(Adnkronos) – L’attacco informatico che ha compromesso i sistemi di refrigerazione di numerosi supermercati francesi, provocando il deterioramento di grandi quantità di alimenti e ingenti danni economici, potrebbe non essersi ancora concluso. Secondo un’allerta pubblicata il 12 ottobre e aggiornata il giorno successivo dal CERT-FR, il gruppo nazionale di risposta agli incidenti informatici che opera all’interno dell’Agenzia francese per la cybersicurezza (ANSSI), le campagne di attacco contro queste apparecchiature sarebbero probabilmente ancora in corso.

Le vulnerabilità dei sistemi di refrigerazione

Nel bollettino ufficiale CERTFR-2026-ALE-012, le autorità francesi segnalano compromissioni di controllori per la refrigerazione industriale delle serie Danfoss AK-SM e AK-SC e dei sistemi Copeland xweb e Dixell xweb, raccomandando di eliminare l’esposizione diretta a Internet delle interfacce di gestione e di proteggere gli accessi remoti. La vicenda riporta l’attenzione su un problema che non riguarda soltanto la grande distribuzione, ma l’intero ecosistema dei dispositivi connessi, dai macchinari industriali alle apparecchiature presenti nelle abitazioni.

Per comprendere se si tratti di un cambiamento nelle strategie dei cybercriminali oppure di una maggiore esposizione di sistemi già vulnerabili, Adnkronos Tech&Games ha raccolto le dichiarazioni di Marco Fanuli, Technical Director di TrendAI, la divisione di Trend Micro dedicata alla cybersecurity aziendale. Secondo l’esperto, è soprattutto l’evoluzione tecnologica degli impianti ad aver modificato lo scenario: “Quello che sta cambiando è il contesto. Sempre più dispositivi, impianti e macchinari vengono connessi per ragioni di efficienza, di monitoraggio e di manutenzione da remoto. Spesso sono gestiti da fornitori terzi e sono nati in un’epoca in cui la sicurezza informatica non era una priorità progettuale. Questo amplia la superficie di attacco.”

Impatto economico degli attacchi informatici

Fanuli richiama quindi l’attenzione sulle conseguenze economiche di un’eventuale compromissione, che possono rendere questi sistemi particolarmente appetibili per i cybercriminali: “Allo stesso tempo, per chi attacca questi ambienti sono molto interessanti, perché un’interruzione ha un impatto immediato e esercita una forte pressione a ripristinare rapidamente, il che aumenta il potere di ricatto.” Non si tratta necessariamente, dunque, di nuove tecniche criminali, quanto di un ambiente nel quale gli effetti di un attacco possono diventare più gravi e immediati. Fanuli chiarisce la distinzione: “Quindi non è un cambio di strategia da parte dei cybercriminali, ma un’esposizione crescente che rende questi ambienti più visibili e redditizi da attaccare. Al netto del caso specifico, il messaggio di fondo vale per qualsiasi settore: la sicurezza informatica non riguarda più soltanto i dati, ma anche la continuità operativa e la sicurezza fisica.”

Vulnerabilità dei sistemi di controllo della refrigerazione

Il caso francese ha portato l’attenzione sui sistemi di controllo remoto della refrigerazione, nei quali software e connessioni di rete consentono di regolare temperature, monitorare il funzionamento degli impianti e gestire interventi di manutenzione senza la presenza fisica di un operatore. Ma quali sono le debolezze che rendono queste infrastrutture vulnerabili e quanto è difficile accorgersi di un’intrusione prima che produca conseguenze? Fanuli individua una serie di criticità ricorrenti, legate tanto alla configurazione degli apparati quanto alle difficoltà di mantenerli aggiornati: “Le criticità ricorrenti nei sistemi di controllo industriale sono sempre le stesse: interfacce di gestione esposte su Internet, autenticazione debole o credenziali di default, firmware non aggiornato, reti piatte, ovvero senza segmentazione tra IT e OT, e accessi dei fornitori di manutenzione poco controllati.”

Rischi per i dispositivi domestici intelligenti

Dai supermercati alle abitazioni, il passaggio può sembrare ampio, ma la diffusione di frigoriferi intelligenti, climatizzatori controllabili attraverso smartphone, telecamere e serrature elettroniche introduce problemi di sicurezza che, pur in contesti differenti, presentano alcuni elementi in comune. La questione si estende quindi anche all’ambiente domestico, sollevando l’interrogativo se un attacco capace di alterare il funzionamento di un impianto commerciale possa, teoricamente, verificarsi anche all’interno di un’abitazione. La risposta dell’esperto conferma questa possibilità tecnica, pur invitando a distinguere i rischi effettivi dagli scenari più allarmistici: “Tecnicamente sì: se un dispositivo connesso ha una falla e non è protetto, può essere manipolato, che si trovi in un supermercato o in una casa.”

La differenza più importante, spiega Fanuli, riguarda però le motivazioni degli aggressori, che nel caso delle abitazioni tendono a privilegiare operazioni su larga scala piuttosto che il sabotaggio di un singolo elettrodomestico: “A cambiare, di solito, è l’obiettivo di chi attacca. Colpire un negozio o un’azienda significa causare un danno economico immediato, interrompere l’attività e mettere pressione per ottenere un riscatto.”

L’esperto descrive quindi le modalità attraverso le quali un dispositivo domestico compromesso può diventare utile a un’organizzazione criminale, anche senza che il proprietario si accorga dell’intrusione: “Ad esempio, usano migliaia di dispositivi domestici, a insaputa dei proprietari, per lanciare ulteriori attacchi.”

Se la crescente diffusione di apparecchiature connesse amplia le possibilità di attacco, esistono comunque comportamenti che permettono ai consumatori di ridurre la propria esposizione, senza richiedere particolari competenze informatiche. Le precauzioni riguardano sia la gestione dei dispositivi già presenti in casa sia la scelta di nuovi prodotti. Su questo aspetto, Fanuli suggerisce di partire dalle misure più semplici, spesso trascurate dagli utenti: “Le precauzioni sono semplici. Cambiare le password di fabbrica, attivando la verifica a due passaggi quando disponibile.”

Immagine di apertura: Sistemi di refrigerazione commerciale all’interno di un punto vendita. Immagine di repertorio. Foto: AG20044018 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

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