(Adnkronos) – Trent’anni fa non esistevano ancora molte delle possibilità ora disponibili per prevenire, diagnosticare e curare le malattie respiratorie dei bambini. Oggi, per alcune patologie, sono cambiate profondamente la prognosi e la qualità di vita, mentre nuove conoscenze stanno mostrando quanto la salute respiratoria dell’adulto possa avere radici già nei primi anni di vita. Emergono anche nuove minacce, come il vaping e prodotti contenenti nicotina, inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici. È questo il filo conduttore del XXX Congresso nazionale della Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri), in corso a Roma fino al 10 ottobre. Tra gli altri temi al centro dell’evento spiccano: medicina di precisione, terapie biologiche, nuove strategie di prevenzione, tecnologie digitali e intelligenza artificiale.
Cambiamenti nella Prognosi delle Malattie Respiratorie
In trent’anni alcune malattie hanno cambiato profondamente la loro storia clinica. La fibrosi cistica, a lungo considerata soprattutto una malattia pediatrica, oggi accompagna la maggioranza dei pazienti nell’età adulta: nel 2024, quasi 2 persone su 3, il 65,3%, avranno almeno 18 anni, grazie a diagnosi più precoci, una migliore assistenza e nuove terapie come i modulatori Cftr. È cambiata anche la possibilità di prevenire le forme più gravi di alcune infezioni respiratorie. Per il virus respiratorio sinciziale (Rsv), principale causa di ricovero per bronchiolite nel primo anno di vita, la profilassi con l’anticorpo monoclonale nirsevimab ha ridotto dell’84% i ricoveri, dell’82% gli accessi in Pronto soccorso e del 79% i ricoveri in terapia intensiva nei bambini sotto l’anno di vita. Questi risultati sono stati pubblicati in una recente analisi italiana condotta in 30 centri di 15 Regioni su ‘The Lancet Regional Health – Europe’ e saranno presentati al Congresso. Accanto ai progressi, però, sono emersi anche nuovi rischi. Trent’anni fa il vaping non esisteva, mentre oggi, secondo i dati 2026 dell’Istituto superiore di sanità, più di un adolescente su tre tra 14 e 17 anni ha utilizzato nell’ultimo mese almeno un prodotto contenente tabacco o nicotina. Inoltre, l’inquinamento, le temperature estreme e il cambiamento climatico sono diventati parte della sfida per proteggere la salute respiratoria dei bambini.
Dichiarazioni dai Leader della Simri
“Trent’anni di Simri raccontano una trasformazione profonda della pneumologia pediatrica – sottolinea Stefania La Grutta, presidente Simri e presidente del XXX Congresso nazionale. Abbiamo imparato a conoscere meglio le malattie respiratorie, a diagnosticarle più precocemente e a curarle con strumenti sempre più efficaci e mirati. Ma è cambiato soprattutto il nostro modo di guardare alla salute respiratoria: oggi sappiamo che proteggere il polmone significa cominciare dai primi anni di vita, considerando non soltanto la malattia, ma anche l’ambiente e gli stili di vita che possono influenzarne lo sviluppo nel tempo.”
A cambiare profondamente in questi trent’anni è stata anche la pratica clinica. “Oggi – spiega Enrico Lombardi, vicepresidente Simri – possiamo riconoscere e definire meglio una malattia respiratoria, grazie a strumenti più precisi per valutare la funzione polmonare e l’infiammazione. Nei casi più complessi, integriamo informazioni genetiche e molecolari. Anche le cure sono diventate sempre più personalizzate: nell’asma grave, ad esempio, biomarcatori e caratteristiche della malattia possono guidare la scelta dei farmaci biologici. Siamo passati dal curare una malattia respiratoria al prenderci cura di quel bambino con quella specifica malattia, cercando non solo di controllare i sintomi, ma di preservare la funzione polmonare e, quando possibile, modificarne la storia naturale.”
Ricerca sulle Origini delle Malattie Respiratorie
Tra le acquisizioni che hanno cambiato la prospettiva negli ultimi anni c’è la consapevolezza che la salute respiratoria dell’adulto può avere radici molto precoci, persino prima della nascita. A questo tema il Congresso dedica una delle relazioni internazionali, ‘Early origins of chronic lung disease’, in programma il 10 ottobre e affidata a Stefano Guerra, professore alla University of Arizona, Tucson (Usa). “Per molto tempo abbiamo pensato alle malattie respiratorie croniche dell’adulto soprattutto come conseguenza di esposizioni accumulate negli anni, a cominciare dal fumo – chiarisce Guerra. Oggi sappiamo che, per una parte delle persone, la traiettoria può iniziare molto prima: sviluppo e funzione del polmone si costruiscono già durante la vita fetale e l’infanzia.”
I risultati di uno studio longitudinale, di cui Guerra è autore, condotto su 3 coorti di nascita e pubblicato su ‘The Lancet Respiratory Medicine’, mostrano che i soggetti che erano “sottopeso durante l’infanzia avevano un rischio circa 3 volte maggiore di sviluppare nell’età adulta una funzionalità polmonare con quadro restrittivo. Lo studio ha inoltre individuato un’associazione tra crescita non ottimale già in epoca fetale e funzione polmonare nell’età adulta.












