Materiali organici potrebbero coprire Marte, secondo il rover Curiosity optimized

Materiali organici potrebbero coprire Marte, secondo il rover Curiosity

Le recenti analisi della missione Curiosity della NASA suggeriscono che Marte possa essere coperto da materiali organici, secondo le nuove valutazioni degli scienziati impegnati nello studio del Pianeta Rosso.

La presenza di materia organica sul Pianeta Rosso

Jennifer Eigenbrode, biogeochimista e geologa presso il NASA Goddard Space Flight Center, ha dichiarato di essere convinta della presenza di composti organici ovunque su Marte. La scienziata ha sollevato la discussione durante un workshop della National Academy of Sciences dedicato alla ricerca di vita al di là della Terra, spiegando che tali elementi potrebbero trovarsi non solo sulla superficie, ma anche conservati nel registro roccioso del pianeta.

Nei prossimi giorni i ricercatori presenteranno ulteriori risultati della missione. Il rover Curiosity è atterrato sulla superficie marziana quattro anni fa per studiare i sedimenti emersi da un vasto bacino d’impatto e per capire se il pianeta contenga elementi chimici e ambienti favorevoli alla vita microbica.

Esiste una forte evidenza che Marte sia stato abitabile in passato e potrebbe esserlo anche oggi. Il rover continua a esaminare campioni per comprendere la storia geologica e biologica del pianeta, supportato da una diffusa presenza di materia organica rilevata sul suolo marziano.

Non è ancora chiara l’origine di questi composti né come siano riusciti a sopravvivere in un ambiente estremamente ostile. I campioni estratti dalle rocce marziane sono stati analizzati chimicamente e sembrano avere origini biologiche o geologiche, con profonde implicazioni per la scoperta di forme di vita passate e per la sostenibilità di eventuali habitat futuri.

Le scoperte del rover sul Monte Sharp

Presso il California Institute of Technology, il geologo John Grotzinger ha osservato che i minerali ignei primari sono stati alterati durante la salita di Curiosity sul Monte Sharp. Questo fenomeno suggerisce che la piana sedimentaria possa aver funzionato come un reattore chimico in condizioni differenti, un dato estremamente interessante per valutare l’abitabilità di Marte.

La ricerca si è concentrata anche sull’individuazione di tipi di roccia capaci di conservare prove di vita passata. Una roccia ricca di silice, chimicamente simile a rocce terrestri antiche contenenti cellule fossili, potrebbe avere notevoli capacità di preservazione e sembra essere presente su Marte.

Durante la sua ascensione, Curiosity ha inoltre rilevato concentrazioni di boro in aumento all’interno delle fratture rocciose. I ricercatori presenteranno questi nuovi e importanti risultati alla conferenza dell’American Geophysical Union (AGU), in programma questa settimana a San Francisco.