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Iliad fa cileca con la velocità di connessione

I dati di Altroconsumo

Altroconsumo ha pubblicato sul proprio magazine, i risultati ottenuti da una ricerca sulla qualità della rete mobile italiana. Per farlo ha usufruito dell’applicazione denominata CheBanda. Essa è stata sviluppata da QoSi, e consente di effettuare dei test sulla velocità di connessione del proprio telefono. I dati sviluppati non lasciano spazio alle interpretazioni. gli operatori più veloci in Italia sono Vodafone e Tim, mentre Wind e Iliad sono i fanalini di coda.

La graduatoria

Tra i primi e gli ultimi c’è una grande differenza. Vodafone e Tim offrono un servizio di qualità con una velocità di download di circa 25Mbps, Wind e Iliad arrivano a circa 10Mbps. Una differenza davvero abissale, che fa comprendere la reale qualità dei servizi offerti. La lentezza delle rete Iliad potrebbe dipendere proprio dall’infrastruttura su cui si appoggia. Questo secondo i risultati fatti registrare nel test di Altroconsumo.

iPhone con Iliad

Rete mobile: i risultati della ricerca di Altroconsumo

I dati utilizzati dall’associazione provengono dall’applicazione CheBanda. Essa permette di fare un test sulla bontà della propria connessione mobile. Tra i servizi nessi a disposizione dall’app c’è anche lo speed test. Con questa si può misurare la velocità di connessione. Questi dati ovviamente non sono sempre perfetti, visto che non prendono in considerazione alcuni fattori. I dati della ricerca sono stati raccolti dal mese di giugno a quello di novembre.

I dati nei dettagli

Il primo dato che colpisce, è quello relativo alla velocità in download. A comandare la classifica c’è Vodafone con una velocità media di 27,2Mbps. TIM in seconda posizione con 24,4Mbps. A distanza considerevole troviamo Wind Tre con 11Mbps e Iliad con 10,3Mbps.  Analizzando la velocità in upload, i dati crollano in maniera evidente per tutti. In vetta sempre Vodafone (10,1Mbps), seguita da TIM (8,8Mbps), poi Iliad (5,7Mbps) leggermente più veloce rispetto a Wind (5,5Mbps).

Autore dell'articolo: Marco Tavolacci

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