Il rover ETNA, progettato per l’esplorazione robotica, ha completato con successo la campagna di test sulle pendici del vulcano siciliano, validando nuove tecnologie di mobilità. Questo progetto è parte integrante del programma Universal Locomotion System (ULS), guidato da Thales Alenia Space Italia in collaborazione con diversi partner industriali e accademici.
Obiettivi della campagna e terreno di prova
Le prove hanno avuto l’obiettivo di verificare la capacità di navigazione autonoma, la locomozione avanzata, il controllo degli strumenti di bordo e la gestione dei carichi su un terreno vulcanico non compatto. Le condizioni sperimentate sono state progettate per replicare contesti simili a quelli della superficie lunare. I risultati ottenuti potrebbero rivelarsi fondamentali per supportare future missioni sia robotiche che umane, anche senza supervisione da terra.
Il Monte Etna è stato scelto come terreno di prova per la sua presenza di pendii irregolari, rilievi e materiali non compatti, elementi utili a simulare le sfide dell’esplorazione planetaria. Durante i test, il rover ha sperimentato sistemi di navigazione autonoma, locomozione efficiente e gestione degli strumenti scientifici a bordo, indispensabili per le ispezioni, il trasporto di carichi e il supporto agli astronauti.
Collaborazioni e prospettive future
Roberto Formaro, Direttore Ingegneria e Tecnologie dell’ASI, ha evidenziato come i progressi del programma rafforzino l’impegno nazionale nel campo della robotica avanzata e della mobilità spaziale, contribuendo così a consolidare la filiera industriale e scientifica.
La struttura del progetto mira a integrare le competenze di Thales Alenia Space, Leonardo e altri attori come ALTEC, AIKO, Volta Structural Energy, e centri di eccellenza quali il Politecnico di Torino e l’IIT. L’Agenzia Spaziale Italiana svolge un ruolo cruciale nella guida dello sviluppo verso nuove opportunità di esplorazione, non solo sulla Luna e Marte, ma nello spazio profondo. Crediti: ASI.

