Bowers & Wilkins p7 le migliori cuffie per indossabilitá e qualità costruttiva

Ho sempre amato cuffie hi-fi non solo perché le sonorità sono più fedeli rispetto ad un auricolare piccolissimo ma soprattutto per la comodità delle suddette. Semi-aperte o circumaurali le amo entrambe a seconda delle circostanze e delle situazioni, che non vi sto in questa sede ad elencare.

Certo le in-ear saranno comode per gli sportivi che devono tenere per pochi minuti le cuffie; ma i veri amanti di musica preferiscono altro.

Le Bowers & Wilkins P7 incarnano l’ideale di eleganza, portabilità, comodità e precisione sonora, appartengono al comparto Top del brand sopra citato ed una volta provate non si può tornare indietro. Le cuffie sotto i 150 euro vi sembreranno solo dei giocattoli, delle cinesate di bassa lega.

Prestazioni: 8,5

Voglio iniziare dalla fine, per parlare di come vengono riprodotte le tracce musicali da queste cuffie. Se dovete comprarle per utilizzarle con tracce musicali lossy (mp3 ecc.) a mio avviso sono soldi sprecati ci si può accontentare di cuffie sotto i 50 euro se non avete grosse pretese.

Il loro potenziale viene espresso completamente con file FLAC e altri file Lossless come il Wave. Le cuffie oggetto della recensione ti permettono di comprendere a pieno alcuni dettagli, sfumature di una traccia musicale, di cui un utente meno esperto potrebbe non farci caso. Le ho testate con traccie musicali dei miei soliti artisti preferiti Santana, Jimmy Hendrix, Deep Purple, AC/DC, Michael Jackson (rigorosamente in FLAC) e nelle tracce in cui vi sono assoli di chitarra o di altri strumenti capisci le mancanze delle altre cuffie. La cosa bella è che se andiamo a confrontare i bassi e gli alti delle Bowers and Wilkins P7 con cuffie dello stesso comparto tra i 150 ai 300 euro del brand Beats Dr Dre, tanto decantate per via della loro nomea tra gente non tanto esperta del settore audio, non vi è paragone. Noteremo che le cuffie oggetto della recensione oltre ad avere dei bassi corposi mai fuori posto che non virano mai al puro frastuono, degli alti cristallini  dei medi molto dinamici che non ho fino ad ora mai ascoltato in nessuna cuffia, per poi passare  infine alla comodità di cui parleremo dopo. L’unico forse neo di questa cuffia è la gamma in frequenza un po’ compressa a mio avviso non da cuffie di questa fascia di prezzo, detto ciò questa mancanza non è da demonizzare in quanto le cuffie suonano magnificamente, ma si poteva fare di meglio.

L’impedenza bassa permette alle cuffie di essere pilotate da qualsiasi sorgente audio: lettori mp3, smartphone, tablet, PC ecc. senza aver bisogno necessariamente di un amplificatore per cuffie. I trasduttori inseriti in queste cuffie sono da 40mm; la struttura che regge i padiglioni auricolari sono in metallo rendendo queste cuffie molto solide. Le Bowers & Wilkins P7 Wireless mantengono un suono di altissima qualità anche in modalità bluetooth grazie al codec AptX di Qualcomm. In modalità senza fili il modulo Bluetooth 4.1 avvia il pairing in modo velocissimo non si disconnette mai ed inizia ad avere problemi di trasmissione ad una distanza di 15 metri dalla sorgente.

I padiglioni circumaurali permettono di avere un buon isolamento ma Bowers & Wilkins ha preferito rinunciare alla tecnologia di riduzione del rumore attivo che troviamo  in modelli di altri competitor per mantenere e preservare una qualità audio superiore, se siete soliti prendere l’aereo ciò potrebbe darvi qualche problema. La batteria interna da 370 mAh tiene bene e permette di avere 18 h di autonomia in riproduzione musicale.

La possibilità di trasformarle all’occorrenza da cuffie attive in cuffie passive, con filo grazie all’ingresso jack posizionato nel padiglione sinistro, quando la batteria è scarica o quando la sorgente audio non ha un modulo bluetooth è molto utile cosa che non tutte le cuffie wireless hanno. Le P7 possono essere utilizzate anche nelle chiamate telefoniche in modalità bluetooth grazie ai due microfoni posti sul padiglione destro catturano troppo rumore di fondo in locali affollati. In locali con poco casino, silenziosi riusciranno a sentirci bene anche se un pò’ in lontananza.

Design, Comfort, Qualità Costruttiva : 9

Nella confezione molto curata abbiamo una comoda custodia in pelle per riporre la nostra cuffia quando non la usiamo nei nostri viaggi, inoltre abbiamo sia il cavo di ricarica USB/micro-Usb in quanto la cuffia è bluetooth e il cavo jack da 3,5 mm/ 2,5mm che si adatta all’interno del padiglione grazie ad un meccanismo che evita che si stucchi il filo.

Molti preferiscono le in-ear come indossabilità ma dopo aver provato queste cuffie si dovranno ricredere. Le P7 hanno dei padiglioni rivestiti interamente in pelle anche l’imbottitura dell’archetto ma ciò che rende confortevole e la schiuma di memory foam dell’imbottitura dei padiglioni, che auto-modellano la cuffia sulle vostre orecchie essendo circumaurali permettono di avvolgere completamente l’orecchio senza avere nessun fastidio. Le ho testate durante un viaggio di 6 ore in autobus e non ho mai sentito il bisogno di toglierle. Ho riprodotto musica ininterrottamente senza avere fastidio né alle orecchie né alle zone adiacenti.

Conclusioni: 8

Sono estremamente soddisfatto in questi 15 giorni di utilizzo delle P7 Bowerss & Wilkins, indossarle è stato un piacere. Ciò che mi ha meravigliato è la risposta delle medie frequenze,la loro dinamicità, coadiuvati da alti cristallini e da bassi corposi mai fuori posto. Ciò che mi ha deluso sono le chiamate telefoniche non all’altezza visto il prezzo avrei preferito un plus anche in questo comparto. Le P7 di Bowers & Wilkins sono acquistabili su amazon ad un prezzo di 335€.

 

Cesare Di Simone

Passione sfrenata per tutto ciò che è tecnologico utente di lungo corso Android e sostenitore di tutto ciò che è open-source e collateralmente amante del mondo Linux. La maggior parte delle conoscenze che ho in ambito tecnologico le ho apprese da autodidatta, riparo Pc e nel tempo libero mi dedico a scrivere articoli su Technoblitz.it di cui sono co-fondatore oltre a scrivere anche su Blastingnews.

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