(Adnkronos) – La seconda giornata di Welfair – La fiera del fare Sanità, in corso alla Fiera di Roma fino al 16 ottobre, ha fatto il punto sui lavori dei gruppi dedicati all’intelligenza artificiale in sanità e all’obesità. L’Osservatorio per l’AI in Sanità, nato con l’obiettivo – informa una nota – di accompagnare le strutture sanitarie nell’adozione consapevole dell’intelligenza artificiale, ha avviato una mappatura delle applicazioni già presenti nelle strutture italiane. Queste variano dalla diagnostica per immagini al supporto alle decisioni cliniche, passando per la refertazione automatizzata, la telemedicina e la gestione dei processi. Lo scopo è offrire un framework di riferimento che fornisca a direttori sanitari, manager e professionisti strumenti utili per valutare le tecnologie disponibili, individuare i requisiti di sicurezza e orientare le scelte di investimento. Un’esigenza sempre più urgente alla luce della crescita degli investimenti: “Nel 2025 la spesa italiana per la sanità digitale ha raggiunto i 2,7 miliardi di euro, mentre gli investimenti in AI e analytics sono aumentati di quasi il 90% in tre anni. A questa accelerazione non corrisponde ancora un’adeguata preparazione degli operatori: soltanto il 30% dei medici dichiara di aver ricevuto una formazione sull’intelligenza artificiale”, dettaglia la nota.
Focus sull’Obesità e Approccio Multidisciplinare
In tema di obesità, il lavoro multidisciplinare punta a superare una visione esclusivamente farmacologica della patologia, integrando aspetti clinici con fattori psicologici, sociali e relazionali. L’obiettivo è sviluppare percorsi di cura più efficaci e strumenti concreti di formazione. Attualmente, nel mondo, l’obesità riguarda 950 milioni di persone, di cui 6 milioni in Italia (pari all’11-12% della popolazione), coinvolgendo un terzo della popolazione infantile. Considerando anche il sovrappeso, circa metà degli italiani ha problemi di peso. I dati mostrano che l’obesità è una delle principali sfide di salute pubblica in Italia, con quattro adulti su dieci tra i 18 e i 69 anni in eccesso ponderale e circa una persona su dieci che vive con obesità. Inoltre, l’eccesso ponderale è associato all’80% dei casi di diabete di tipo 2, al 55% delle malattie ipertensive e al 35% delle cardiopatie ischemiche, contribuendo a oltre 64.000 decessi e più di 571.000 anni vissuti con disabilità ogni anno.
Terapie Innovative e Integrazione del Percorso Terapeutico
“Le nuove terapie rappresentano un’opportunità straordinaria, ma il mantenimento nel tempo del peso raggiunto richiede un approccio capace di considerare la persona nella sua interezza”, afferma Enrico Prosperi, presidente della Società italiana di educazione terapeutica. “Troppo spesso il peso perduto viene recuperato. Questo accade perché, oltre alle dimensioni biologiche, si aggiungono quelle psicologiche, emotive, sociali, culturali e relazionali che devono entrare nel percorso terapeutico”.
Longevità e Salute: Il Dibattito a Welfair
Non basta vivere più a lungo: la vera sfida è raggiungere gli anni della maturità in buona salute, senza che la longevità diventi un privilegio per pochi. Questo è il tema centrale dei dibattiti a Welfair, con esperti come Immaculata De Vivo, docente di Epidemiologia alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, e Giovanni Scapagnini, professore di Nutrizione clinica all’università degli studi del Molise. Dal ruolo dei biomarcatori alle strategie di prevenzione, il dibattito ha rimarcato l’importanza di stili di vita, alimentazione e relazioni sociali. De Vivo ha richiamato l’attenzione sul valore della prevenzione primaria, sottolineando che gli stili di vita influiscono sulla salute nel corso degli anni: “Non conta soltanto quello che mangiamo, ma anche con chi mangiamo”. Tasciotti ha aggiunto che le strategie più efficaci per vivere in salute sono spesso anche le più semplici e accessibili, come un’alimentazione equilibrata e stili di vita sani.
Investimenti in Prevenzione: Ritorni Economici Positivi
“La prevenzione è anche un investimento strategico sul piano economico”, afferma Tasciotti. Secondo uno studio di The European House – Ambrosetti, ogni euro investito in prevenzione può generare un ritorno di 1,8 euro grazie alla riduzione dei costi sanitari, delle assenze dal lavoro e delle spese sociali a carico delle famiglie.
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