Polvere cosmica antica scoperta nelle grondaie

Polvere cosmica antica scoperta nelle grondaie

Piccole particelle provenienti dallo spazio si sono accumulate nei pluviali di Parigi, Oslo e Berlino, offrendo nuove intuizioni sui misteri del sistema solare.

La ricerca di Jon Larsen

La curiosa ricerca di Jon Larsen lo ha spinto a cercare particelle spaziali tra i sedimenti urbani raccolti nelle grondaie dei tetti. Questo progetto ha richiesto anni di lavoro. Dopo aver convinto uno scienziato planetario britannico a studiare i suoi reperti, i risultati hanno finalmente preso forma.

Nel 2011, Larsen contattò Matthew Genge, ricercatore dell’Imperial College London, proponendo di identificare polveri provenienti dallo spazio in un contesto apparentemente improbabile. Distinguere le particelle cosmiche da quelle di origine artificiale in ambito cittadino sembrava una sfida difficile, ma Larsen non si arrese.

Scoperte significative nelle grondaie

Secondo Genge, fu un appassionato di jazz norvegese a suscitare il primo interesse e a iniziare la raccolta dei detriti finiti nelle grondaie. Esaminando i residui di tetto di Oslo, Parigi e Berlino, Larsen inviò foto di particelle interessanti al collega; sebbene all’inizio sembrasse improbabile, l’indagine portò a scoperte significative.

Ora, grazie all’aiuto di Genge, i due hanno identificato centinaia di particelle originate dallo spazio, risalenti all’alba del sistema solare. Larsen documenta le scoperte nel progetto Stardust.

Processo di analisi delle particelle

Una caratteristica chiave è la presenza di minerali magnetici che permettono di separare le particelle dal fango sotto il microscopio grazie a una magnetizzazione mirata. Queste polveri sono tra le più giovani a sopravvivere all’ingresso nell’atmosfera.

L’analisi di circa 500 campioni rivela una miscela di polveri provenienti sia da asteroidi sia da comete; quelle cometarie sono spesso ricche di carbonio, mentre quelle asteroidali ricordano i materiali meteoriti.

Separare le particelle cosmiche dallo sporco delle grondaie non è facile, ma il loro magnetismo permette di distinguere bene al microscopio.

Finestra sul passato cosmico

Le particelle sembrano molto giovani, cadute sulla Terra negli ultimi cinque anni, offrendo una finestra su come la polvere cosmica arriva sul pianeta. Rispetto ai sedimenti marini antichi, la polvere urbana presenta meno cristalli, ma resta simile al materiale cosmico trovato in epoche medievali.

Secondo un comunicato dell’Imperial College, piccoli cambiamenti nelle orbite planetarie nel corso di milioni di anni possono modulare la traiettoria della polvere e l’entità del riscaldamento durante l’entrata, influenzando la dimensione delle particelle che raggiungono la superficie.

Il significato della ricerca

In breve, questi minuscoli granuli cosmici racchiudono informazioni sugli orbi dei pianeti al tempo dell’impatto e rappresentano una testimonianza fossile del nostro sistema solare, nata dal materiale della nube primordiale che ha dato origine al Sole e ai pianeti.

La ricerca offre una nuova prospettiva su come comete e asteroidi abbiano contribuito alla costruzione del nostro sistema solare e sul legame tra la Terra e lo spazio circostante.