Stonex Positioning ufficialmente ceduta, Davide Erba guiderà lo sviluppo di Unistrong

Già a luglio di quest’anno vi avevamo parlato dell’avvenuta cessione della divisione strumenti topografici di Stonex alla multinazionale cinese Unistrong (qui). Oggi, tramite il profilo Facebook di Davide Erba, ormai ex-CEO di Stonex, si aggiungono diversi ed interessanti dettagli. Andiamo a scoprirli!

Prima di tutto l’ufficialità. Da oggi non ci sono più dubbi o domande; Stonex passa alla multinazionale Cinese a tutti gli effetti. E secondo, ma non meno importante, la prossima nomina di un sostituto CEO per Stonex Positioning. Chi sarà mai? Bisognerà aspettare per scoprirlo.

Ma la novità più importante, finalmente confermata, è che sarà proprio lui, Davide Erba, a guidare il nuovo piano di investimenti della multinazionale UniStrong. Parliamo di investimenti importanti, con un capitale di ben 2 miliardi di dollari per i prossimi 5 anni, atto a portare l’azienda a livelli molto alti nel panorama globale.

Ricordiamo che UniStrong, quotata nella borsa Cinese, vanta oltre un miliardo di capitalizzazione ed un sistema ben radicato nel paese asiatico grazie ad un ampia rete di distributori e diversi prodotti. Questa acquisizione segna un momento importante per l’espansione della società non solo nel paese nativo, ma anche sullo sfondo Europeo.

Stonex One
Stonex One

DAVIDE ERBA E LE SUE DICHIARAZIONI

Riportiamo le parole di Davide Erba a luglio scorso, quando venne annunciata per la prima volta la cessione della sua Stonex:

«I miei rapporti con la multinazionale UniStrong sono partiti molti anni fa. Questa operazione certifica semplicemente un percorso di reciproca stima e qualità operativa. Tengo a sottolineare il valore industriale di quanto abbiamo siglato, di fatto facendo confluire la divisione strumenti topografici avremo vantaggi su larga scala, mi riferisco sia alle opportunità commerciali che tecnologiche. Questa è una operazione unica, capace di valorizzare entrambe le realtà e il mio nuovo ruolo all’interno di UniStrong testimonia la peculiarità della strategia: a differenza di altre operazioni industriali, sportive e culturali, ritengo l’intesa con la multinazionale un modello talmente “completo” dai contenuti di prodotto, di ricerca, di mercato, di finanza e dimensionale capace di valorizzare l’origine e il DNA italiano nel mondo».

Dopo la campagna per Stonex One, CiaoIM e pure gli hoverboard, sembra essere finito il tempo dei nuovi prodotti “made in Italy”. Voi cosa ne pensate? Stonex risorgerà oppure sarà l’ennesima caduta e il definitivo abbandono degli utenti di Stonex One?

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Enrico Perini

Studente universitario presso la facoltà di Informatica di Verona, appassionato sportivo e scrittore.

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