Solar Impulse 2, atterraggio perfetto

Oggi ad Abu Dhabi è finalmente atterrato il Solar Impulse 2, il primo aereo ad aver fatto il giro del mondo senza la necessità di utilizzare carburante inquinante. Il velivolo alimentato con energia solare ha percorso circa 35000 chilometri, partendo nel marzo del 2015 proprio dalla città degli Emirati Arabi Uniti.
Il Solar Impulse è stato pilotato dal pilota svizzero Bertrand Piccard e dal suo collega Andrè Borscherg, riuscendo nell’impresa di portarlo a terra senza incidenti.

La leggerezza una delle armi segrete

L’aereo ad energia solare presenta un’apertura alare di circa 71 metri (più largo di un Boeing 747) ma pesando solamente 5000 chilogrammi. A pensare che un terzo del suo peso è da attribuire alle quattro batterie super efficienti alimentate da circa 17000 pannelli fotovoltaici, la maggior parte di essi impiantati proprio sulle ali.
Il velivolo a batteria però non riesce a sviluppare una velocità massima superiore ai 140 kmh, ha infatti viaggiato ad una media di 60kmh, questo per aver montato quattro motori di soli 17.4 cavalli ma, al tempo stesso, molto leggeri.
La scarsa velocità non ha però scoraggiato i piloti, che si sono dedicati a varie attività di meditazione ed esercizi di respirazione, per poter ingannare il tempo nel piccolo abitacolo che li ha ospitati durante tutto il viaggio.

Ma come sempre non tutto fila liscio

Ma fare la storia, certo, non può essere una passeggiata. Difatti il Solar Impulse ha dovuto affrontare un lungo periodo di cattivo tempo sopra il pacifico e, le tempeste, non sono proprio una buona notizia per un aereo alimentato ad energia solare. Altro problema sono state le batterie, le quali in una prima fase non hanno retto, portando un ritardo di nove mesi alla missione. Per le nuove batterie è stato necessario un aumento del budget di circa 20 milioni di dollari in più del previsto, ma si è riuscito a portare così a termine l’esperimento e con grande successo. Questi i problemi più gravi che hanno rallentato l’intero viaggio, oltre anche a qualche mal di stomaco del pilota Piccard che ha fatto ritardare l’arrivo nella tappa finale di Abu Dhabi.

Ma anche il sole non è stato sempre amico del Solar Impulse 2

Tuttavia, anche il sole (il maggior alleato della missione) ha voluto dare del filo da torcere al Solar Impulse 2: le temperature sopra i 48°C nei cieli del deserto dell’Arabia Saudita, hanno contribuito a rinviare di qualche altro giorno le partenze nelle tappe previste in quella zona.
Questo primo esperimento, con un velivolo certo molto delicato ed una capacità di trasportare pesi molto ridotta, ci porta però in un futuro non troppo lontano, il quale ci lascia sognare, ad esempio, a piccoli velivoli di proporzioni ridotte per uso familiare, magari che andranno a sostituire presto le nostre automobili. Si risolverebbero in un solo colpo due problemi: inquinamento e traffico.

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