Proxima B: Scoperto il “GEMELLO” della Terra

Da anni ormai gli scienziati di tutto il mondo osservano l’universo con le migliori tecnologie possibili alla ricerca di pianeti simili al nostro, per riuscire a dare finalmente una risposta a una delle domande a cui è quasi impossibile dare risposta: “siamo davvero soli nell’universo??”. Ebbene ora sembra che, grazie ad un team di scienziati, potremmo aver fatto un passo in avanti per risolvere questo dilemma.

In una conferenza stampa presso il quartier generale dell’Osservatorio Astronomico Europeo a Eso, vicino a Monaco di Baviera, il primo ricercatore di un grosso team, Guillem Anglada-Escudé della Queen Mary University of London, ha illustrato i risultati di una lunghissima ricerca. Ovviamente non si tratta di un lavoro di breve durata ma,  come ogni grossa scoperta, questa deriva da molte ricerche precedenti che avevano permesso agli astrofisici di “guardare” nella direzione giusta. Per l’osservazione è stato utilizzato un telescopio Europeo, da 3.6 metri di apertura, posto sulle Ande in Cile, che è adatto a misurare vari valori (quali velocità di rotazione, avvicinamento o allontanamento dalle stelle) che consentono di individuare pianeti al di fuori del nostro sistema solare.

La Scoperta

Grazie a questa tecnologia gli astrofisici del team di Escudè hanno individuato un pianeta molto simile alla terra e, cosa non da poco, vicinissimo a noi. Questo pianeta gira intorno alla stella PROXIMA CENTAURI che, come si evince dal nome stesso, è la più vicina a noi nella costellazione del Centauro. La distanza tra questa stella e la terra è di poco più di 4 anni luce, un’inezia se consideriamo che l’universo a noi visibile ne misura almeno 13.3 miliardi.

Questo nuovo pianeta, che gli scienziati hanno battezzato momentaneamente PROXIMA B, è di tipo terrestre, ovvero solido, ha una massa del 30% maggiore del nostro pianeta e ruota intorno alla sua stella in poco più di 11 giorni: vale a dire che un anno su Proxima B dura meno di due delle nostre settimane. Ma la cosa più importante è che il pianeta si trova in quella zona intorno alla sua stella di riferimento che gli studiosi chiamano Goldilocks, zona in cui sarebbe possibile la presenza di acqua liquida. In parole povere il pianeta è abbastanza lontano dalla sua stella per non essere bruciato e abbastanza vicino da non essere troppo freddo!! Condizioni che renderebbero possibile la presenza di forme di vita, proprio come accade per il nostro pianeta.

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Non tutte le notizie sono positive però.

Fin qui le notizie positive. Ovviamente, come per tutte le scoperte che riguardano l’immenso universo, ci sono molti dubbi e fatti non positivi.

Se da un lato infatti Proxima B è molto vicino a noi (e sarebbe impossibile averlo più vicino), in una zona in cui è probabile trovare acqua liquida in superficie, il che ci farebbe subito pensare che è il nostro gemello e potremmo andare li a colonizzarlo, ci sono altre notizie che potrebbero spegnere sul nascere questo sogno.

Proxima Centauri, ovvero la stella madre del nostro gemello, è una stella molto instabile e bizzosa. Inoltre data la vicinanza le radiazioni ultraviolette, i venti solari e le eruzioni di gas sarebbero in grado di spazzare via qualsiasi forma di vita. Queste però sono solo ipotesi sulla carta, nuovi studi e nuove analisi potrebbero darci qualche speranza in più.

Come arrivarci?

La questione più importante però è: COME CI ARRIVIAMO?? Con la tecnologia che abbiamo ai giorni nostri sui razzi vettori, considerando anche qualche accorgimento che potrebbe essere adottato per renderli un tantino più veloci, possiamo calcolare che il viaggio verso Proxima B durerebbe circa 100.000 anni!!! Quindi impossibile anche solo immaginare di andarci con la tecnologia attuale. La speranza però viene alimentata da un miliardario Russo, Yuri Milner, che ha messo a disposizione ben 100 milioni di dollari solo per trovare una tecnologia di spinta che permetta ad una astronave o una navicella spaziale di arrivare a circa 50.000 Km al secondo, vale a dire 10 o 20 % della velocità della luce.

Se una simile tecnologia venisse scoperta potremmo arrivare su Proxima B in una ventina d’anni.

Conclusioni

In definitiva gli scienziati sono davvero affascinati da questa scoperta. Ci sono almeno 4000 pianeti che ruotano intorno a stelle vicine ma molto diverse dal nostro sole ma l’importanza di Proxima B, oltre al fatto di essere simile alla Terra per dimensioni e per la possibile presenza di acqua, sta proprio nella sua vicinanza al nostro sistema solare.

Vedremo come si evolveranno gli studi e le osservazioni di questo pianeta per sapere finalmente se davvero è il nostro gemello. Con la speranza che gli astronomi Italiani, che utilizzano lo stesso telescopio ubicato in Cile ma collegato col il nostro Galileo alle Isole Canarie, possano trovare nell’emisfero nord (che sorvegliamo per un accordo internazionale) qualche altra “SORPRESA”.

 

 

 

Luigi Marra

Il mio nome è Luigi, nella vita sono un Ragioniere. Nel tempo libero coltivo la mia passione per la tecnologia e i motori che risale a quando ero bambino.

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