Obama: nel 2030 invio di esseri umani su Marte

Era solo il 2010 quando Obama pronunciò un discorso: “Verso la metà degli anni 2030 credo che sarà possibile inviare esseri umani su Marte e farli tornare sani e salvi sulla Terra. Inoltre seguirà di sicuro un atterraggio su Marte che mi aspetto di poter vedere.”

Anche nel 2012, parlando del Curiosity (il rover lanciato sul pianeta nel 2011), ha detto che esso è stato di ispirazione per molti bambini per affermare che “i loro genitori vogliono far parte di una missione su Marte – se non persino essere i primi a camminare su Marte”. Rivolgendosi direttamente ai bambini, raccontava invece che potrebbero essere proprio loro ad andare sul pianeta.
Continuando il nostro percorso nel tempo, ricordiamo anche che nel 2015 State of the Union spinse affinché gli Stati Uniti espandessero la ricerca anche fuori dal sistema solare con un obiettivo: “Non solo per visitare, ma per rimanere”

Oggi invece il presidente ha dichiarato nuovamente in un editoriale pubblicato dalla CNN: “Abbiamo fissato un obiettivo di vitale importanza per la storia degli USA nello spazio: l’invio di esseri umani su Marte per il 2030, ovviamente prevedendo un loro ritorno. Inoltre la nostra ambizione finale sarebbe di poter un giorno rimanere lì per un tempo prolungato.”

Obama inoltre fa riferimento al fatto che “ovviamente giungere a Marte richiederà costante cooperazione tra il Governo e gli innovatori privati, ma siamo già sulla buona strada. Infatti entro i prossimi due anni le aziende private avranno l’occasione di inviare astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Ma non solo: “Il passo successivo è quello di superare i limiti dell’orbita terrestre. Sono entusiasta di annunciare che stiamo lavorando con i nostri partner commerciali per costruire nuovi habitat in grado sia di sostenere che di trasportare astronauti in missioni di lunga durata nello spazio profondo. Queste missioni si ci insegneranno come gli esseri umani possono vivere lontano dalla Terra, tra l’altro cosa di cui abbiamo bisogno per il lungo viaggio verso Marte”.

Diverse aziende commerciali che si occupano di volo spaziale hanno annunciato l’intenzione di puntare a Marte nei prossimi decenni. Una su tutte è Boeing di cui il CEO ha affermato: “Sono convinto che la prima persona a mettere piede su Marte sarà a cavallo di un razzo Boeing.”. Anche Blue Origin, di proprietà di Amazon, con Jeff Bezos come fondatore, sta testando i razzi per portare l’uomo in orbita.
Un’impresa olandese chiamata Mars One ha la speranza di “colonizzare” entro il 2025, anche se riconosce che si baserà su “grandi aziende aerospaziali” per il trasporto. Invece a settembre, il CEO di SpaceX, Elon Musk, ha annunciato la costruzione di un razzo che, secondo i suoi piani, dovrebbe condurre su Marte alcune persone entro il 2025. Ha aggiunto inoltre che dovrebbe essere in grado di trasportare un numero di persone sufficiente da avviare una colonia permanente ma, proprio per questo motivo, Musk ha previsto che questa missione su Marte richiederebbe “un enorme investimento pubblico-privato”.

Secondo un rapporto del 2014 del Consiglio Nazionale delle Ricerche, i finanziamenti federali per i programmi spaziali non sono stati sufficienti per gli obiettivi su Marte.  Infatti, dal rapporto emerge chiaro che, nonostante i discorsi fatti dai vari presidenti, le iniziative non sono state abbinate da quello stesso impegno che aveva spinto il presidente Kennedy nel suo discorso del 1961 per il progetto dei primi americani sulla Luna.
Ma sembra che il presidente Obama non si faccia scoraggiare da questo: di fatti proprio in questa settimana ci sarà la Conferenza sulle Frontiere, in cui si parlerà delle “frontiere dell’innovazione”. Queste frontiere saranno quindi personali, locali, nazionali, globale ed interplanetaria.

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