Magnitudo dei terremoti “ribassata”. Ecco perché

Tutta la questione ha inizio dalla lettura dall’articolo di un decreto del governo Monti, il quale avrebbe permesso di non pagare alcuni danni alle costruzioni danneggiate da calamità naturali.

L’articolo venne però cancellato nel 2012 nella conversione in legge. Quanto alla stima della magnitudo, gli esperti spiegano perché spesso le misure non sono uguali: sembrerebbe infatti una semplice questione di scale.

Questa sorta di “bufala” è prontamente servita sui vari social  ad ogni scossa  che scuote il nostro paese. Cosa piuttosto sgradevole in quanto i terremoti hanno come contorno purtroppo morte e distruzione.

Insomma gira che ti rigira il messaggio è sempre lo stesso:  per che il governo “aggiusti”  la stima fatta dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sui sismi in Italia per evitare di pagare tutti i danni per i fabbricati colpiti.

Ma perché fanno questo? Semplice: pare che il  risarcimento venga  calcolato sulla base della magnitudo. Ovviamente tutto falso, ma sui social non conta; basta un condividi, o un re-tweet e le notizie corrono con assoluta sicurezza anche quando palesemente false.

Per capire meglio la faccenda torniamo indietro di qualche anno e diamo un’occhiata a ciò che ha creato sto “putiferio”: tutto ha inizio dal decreto legge n. 59 del 15 maggio  2012 con il quale l’allora governo Monti tratteggiava la riorganizzazione della protezione civile, in particolare dall’articolo 2, esso parlava di una “esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti da fabbricati” tutto per favorire “l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati, a qualunque uso destinati”. Un articolo cancellato qualche mese dopo quando, il 12 luglio 2013, il decreto venne convertito in legge.

Per concludere basta capire un semplice concetto: I vari risarcimenti per i danni si calcolano non sulla potenza ( quindi magnitudo) del terremoto , misurata dalla scala Richter, ma sulla sua intensità, rilevata  ( quindi si parla di danni )  dalla scala Mercalli. Insomma: lo Stato risarcisce in base ai danni rilevati, non in base a quanto dice l’Ingv (e tanto-meno l’Usgs). Ed è proprio qui il punto focale:  LA SCALA  RICHTER E QUELLA MERCALLI NON SONO COLLEGATE: se di fatti ci fosse un terremoto devastante, secondo la prima, ma in un’area priva di costruzioni ad esempio: una foresta, o un deserto la seconda segnerebbe un dato vicino allo zero.

Ecco che quindi la situazione ( si spera) risulti più chiara, ulteriori informazioni potete trovale in questo articolo.
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italia21stazioniEcco una mappa con le zone italiane più a rischio sismico.

Fonte

 

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