Le mie attività di Google raccoglie i nostri dati

Non è un mistero che Google raccolga una immensità di dati riguardanti le nostre ricerche e le nostre abitudini. Da qualche tempo però  ha lanciato il nuovo indirizzo Le mie attività, il quale raggruppa tutte le informazioni raccolte sulle nostre attività in un’unica pagina. Considerato che le informazioni raccolte da Google provengono da Android, Chrome pagine web visitate, compresi gli annunci, ricerche di viaggi e utilizzo di tutti i servizi offerti dallo stesso motore di ricerca quali Gmail, Google Maps, Youtube ecc., la mole delle informazioni raccolte a è dir poco sconvolgente.

Il motore di ricerca più famoso al mondo, ad esempio, è a conoscenza anche degli orari in cui svolgiamo le nostre attività quotidiane: dalle 24.00 alle 8.00 il telefono non è stato attivo, alle 8.30 è stato visitato quel sito di annunci, alle 8.35  sono state scaricate le mail, alle 9.00 si è ascoltato musica o guardato un video su Youtube. Senza parlare dei social network.

Le mie attività consente di gestire le informazioni raccolte

Google sostiene che la sua attività di raccolta informazioni è utile per la creazione di un profilo completo su di noi, in maniera tale da migliorare i servizi offerti. Dopo aver raccolto tutte le informazioni per un certo lasso di tempo, esse vengono catalogate nella pagina Le mie attività. La buona notizia, relativamente, è la possibilità di poter gestire tutte le attività raccolte nel proprio account, dove è possible disattivare pagine web, app, la cronologia delle posizioni, le attività vocali e audio e cancellare completamente o in parte tutte le ricerche svolte.

Google garantisce la privacy sui dati raccolti

Un messaggio fisso nella pagina de Le mie attività chiarisce che “solo tu puoi visualizzare questi dati. Google tutela la tua privacy e la tua sicurezza”. Su questo siamo d’accordo. Tuttavia anche se il servizio offerto esprime una certa trasparenza sull’entità dei dati raccolti da Google e sulla possibilità di gestirli personalmente, la domanda che tutti si pongono è: e se  tutti questi dati personali, per una qualsiasi forzatura del sistema, diventassero di pubblico dominio?

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