Il supercomputer cinese TaihuLight da 93 Petaflops

Presentato lunedì a Francoforte, il supercomputer cinese Sunway TaihuLight è attualmente il più potente al mondo con una potenza di calcolo di 93 Petaflops. Ancora una volta i supercomputers cinesi superano quelli americani, che, come potenza di calcolo, raggiungono solo un quinto della potenza del TaihuLight.

supercomputer cinese Sunway TaihuLight

L’hardware di TaihuLight

Il TaihuLight presenta ben 41000 processori, progettati e prodotti in Cina, divisi in 260 cores ciascuno, contando in totale più di 10 milioni di cores. Ciascun processore è connesso all’altro con standard PCI Express 3.0 (la larghezza di banda della connessione è di 16 Gb/s e il tempo di risposta si aggira intorno al millisecondo). Per fare un paragone con il mercato consumer, i processori della fascia extreme edition di Intel, come l’I7 6950X, hanno al massimo 10 cores e 20 threads. Per sostenere tutta questa potenza il supercomputer dispone di 1.3 PB di RAM, che potrebbero sembrare molti, ma altri supercomputer meno potenti ne dispongono in maggior quantità. Inoltre per la RAM sono stati utilizzati moduli DDR3, invece dei più moderni DDR4, che si trovano ormai anche nei computer casalinghi. Anche per quanto riguarda la cache sembra che ne venga utilizzata di meno rispetto ad altri supercomputer.

Gli utilizzi e i consumi del supercomputer

Come tutti gli altri supercomputer il TaihuLight verrà utilizzato prevalentemente in ambito scientifico, calcolando problemi matematici, ricostruendo strutture di macromolecole, analizzando dati astronomici, come quelli che hanno portato a scoperte come quella del quasi asteroide della Terra, e molto altro. Per fare tutto ciò verrà impiegata una versione modificata del noto sistema operativo open source Linux, compatibile con l’architettura dei processori. Anche dal punto di vista dei consumi energetici il supercomputer cinese TaihuLight offre dei miglioramenti, infatti, consumando circa 15.3 MegaWatt, è più efficiente del secondo supercomputer al mondo (anch’esso cinese) che consuma ben 17.8 MegaWatt, pur essendo meno potente. Ciò rappresenta un grande passo avanti nella progettazione di supercomputer a basso impatto ambientale.

Il supercomputer cinese TaihuLight 93 Petaflops
Il supercomputer cinese da 93 Petaflops

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Stefano Pizzamiglio

Sono Stefano Pizzamiglio, uno studente del liceo scientifico. Sono appassionato di tecnologia, in particolare di hardware per pc e del mondo Android. Inoltre ho da sempre una grande passione per le scienze.

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