Hubble invia immagini incantevoli da Giove

 

Il telescopio dell’ ESA e della NASA, l’ Hubble Space Telescope, sta attualmente eseguendo una missione assai affascinate. Gli astronomi addetti lo stanno adoperando per studiare le aurore (giochi di luce nell’atmosfera di un pianeta) sviluppate negli strati dell’atmosfera dei poli di Giove. Il pianeta più grande del nostro sistema solare, finora conosciuto specialmente per le tempeste colorate come la Grande Macchia Rossa, è ora sotto osservazione per via di quest’altra affascinante peculiarità che lo riguarda, visibile attraverso le bellissime immagini prodotte da un sofisticato sistema di raggi ultravioletti del telescopio spaziale.

Le immagini dell’ Hubble non sono l’unica finalità degli studi

Gli intensi bagliori di luce colorata, che sulla Terra sono conosciuti come Aurore Boreali, si creano quando particelle ad alta condensazione di energia attraversano l’atmosfera di un pianeta in prossimità dei due poli, scontrandosi con gli atomi di gas. Ma non sono solo le belle immagini la finalità di uno studio così sofisticato e costoso. In realtà il programma dell’ ESA e della NASA ha lo scopo di stabilire in che modo gli elementi chimici costituenti le aurore di Giove, rispondono alle differenti condizioni del vento solare, composto, a sua volta, da particelle cariche emesse dall’alta atmosfera del Sole.

La missione Juno è la madre degli studi su Giove

Il programma di osservazione delle aurore è parte della missione della NASA Juno che, attraverso una sonda stabilizzata in un’orbita polare, studierà il campo magnetico di Giove. L’entrata in orbita è prevista per i primi di luglio 2016, dopo un viaggio della durata di circa 5 anni. Nel frattempo il telescopio Hubble e la sonda Juno stanno lavorando in perfetta sintonia: mentre il primo sta misurando e osservando le aurore, la seconda misura le proprietà degli elementi chimici e strutturali del vento solare.
Uno dei ricercatori principali del programma, Jonathan Nichols dell’Università di Leicester del Regno Unito, ha dichiarato che le aurore studiate sul pianeta più grande del sistema solare, sono tra le più attive che egli abbia mai visto, aggiungendo che “sembra quasi come se Giove stesse festeggiando con i fuochi d’artificio l’arrivo imminente della sonda Juno”.

Diverse fonti di energia provocano aurore continue

Da circa un mese l’Hubble sta osservando giorno dopo giorno i poli di Giove ( anche se in realtà si è già avvicinato nel 2000 e nel 2007 all’atmosfera del pianeta) per evidenziare, attraverso una serie di immagini montate in seguito dagli scienziati in un video, tutte le trasformazioni delle aurore, le quali hanno un’attività molto vivace e che coprono aree molto più vaste dell’intero pianeta Terra. Tuttavia la vastità non è la loro unica caratteristica, difatti, rispetto alle aurore terrestri, quelle di Giove non cessano mai la propria attività, perché non causate solo dallo scontro con il vento solare come accade sul nostro pianeta, ma sfruttando anche una fonte di energia supplementare: un forte campo magnetico. Il campo magnetico che circonda l’intero pianeta, include sia le particelle cariche del vento solare che le particelle sprigionate dai numerosi e maestosi vulcani presenti sulla luna orbitante intono ad esso. Gli studi finora effettuati da Hubble Space Telescope e da Juno aiuteranno a comprendere meglio come i venti solari ed altre fonti energetiche influenzano le aurore. Ma gli studi sono ancora in una fase iniziale e, quando il programma entrerà nel pieno dell’operatività, ci giungeranno certamente molte affascinanti scoperte, oltre ad altre bellissime immagini che non guastano mai.

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