Atomo di antimateria misurato con laser per la prima volta

In questi giorni è stata ufficializzata dal CERN di Ginevra un’importante scoperta riguardante l’antimateria. In particolare la scoperta riguarda atomi di anti idrogeno.

L’atomo in questione è formato da un protone orbitante intorno ad un antiprotone carico negativamente.

Con l’antimateria è molto complicato lavorare: questa infatti, nell’istante in cui entra in contatto con normale materia, annichilisce in un’esplosione di particelle e radiazioni.

Oltre alla difficoltà nell’intrappolare questi atomi, si aggiunge quindi il pericolo di perderli in un istante.

L’esperimento portato avanti al CERN, dal team di Jeffrey Hangst, aveva come obiettivo intrappolare 14 atomi di anti idrogeno.

Ciò che gli scienziati si aspettavano è stato confermato dall’esperimento.

Secondo il Modello Standard delle particelle, gli atomi in questione dovrebbero assorbire ed emettere luce con la stessa lunghezza d’onda dell’idrogeno.

I risultati rilevati sembrano confermare questa teoria.

Antimateria come conferma del modello standard

I numerosi misteri riguardanti l’antimateria stanno, un passo per volta, venendo rivelati.

Come spiegato dal capo del team, Jeffrey Hangst: “L’obiettivo è scoprire se materia e antimateria obbediscono alle medesime leggi fisiche, il che è richiesto dal Modello Standard”.

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Jeffrey Hangst, capo del team di scienziati.

Poi sulle difficoltà intrinseche nel lavorare con questo genere di materia: “Considerando il mistero riguardante la scomparsa di antimateria dopo la creazione dell’Universo, cerchiamo di guardare ad essa con molta cautela”.

Un laser per scoprire i segreti dell’antimateria

Per osservare lo spettro di questi atomi di anti-idrogeno, gli scienziati si sono avvalsi di un laser.

L’energia del fascio di luce è stata così assorbita e riemessa, rendendo possibile scoprire che i protoni di livello più basso nello spettro dell’antimateria hanno la stessa lunghezza d’onda rilevata nella materia (in questo caso si parla di idrogeno).

Il team ora punta a migliorare la precisione delle misurazioni: “Ciò che in futuro conterà veramente è la precisione delle misurazioni. Al momento abbiamo una precisione di qualche parte su 10 miliardi, ma puntiamo a migliorare ancora molto”.

 

 

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Nicholas Merci

Appassionato di scienze e tecnologia, nel tempo libero scrive e recensisce per TechnoBlitz